Nel 2024–2025 il SITO si confronta con la crisi dei traffici ferroviari attraverso i valichi alpini, in particolare sul Frejus, che ha comportato una forte riduzione dei flussi merci su ferro e lo spostamento verso la modalità stradale, con impatti sui costi e sulla sostenibilità ambientale. Questa situazione rende più complesso saturare le nuove capacità create con l’allungamento dei binari a 750 m.
Regione Piemonte, RFI, Ferservizi e Cargo Beamer.
Disponibili 50 Milioni di €
Non ancora disponibili 0 Milioni di €L’accordo tra Ferservizi (Gruppo FS) e CargoBeamer riguarda una superficie di circa 250.000 m² dello scalo ferroviario di DOMO 2, pari a circa un quarto dell’area complessiva dell’interporto, che si estende su oltre 1 milione di m².
Tra il 2022 e il 2023, CargoBeamer ha iniziato l’utilizzo operativo del sito in una configurazione provvisoria, impiegando reachstacker e binari allungati per lo svolgimento dei primi servizi intermodali.
A settembre 2023 si è conclusa una parte dei lavori di predisposizione dell’area, con l’avvio della fase di preparazione agli investimenti strutturali successivi: la società ha annunciato l’intenzione di installare progressivamente la propria tecnologia di carico/scarico orizzontale automatizzato, con moduli dedicati alla movimentazione dei semirimorchi, al fine di trasformare lo scalo di Domodossola in un hub–gateway centrale per le rotte intermodali transalpine.
Dal 1° gennaio 2024 la gestione delle manovre ferroviarie del terminal merci di Domodossola è stata affidata a Cargo Rail Italy, controllata di Captrain Italia (Gruppo SNCF), società attiva nel settore dal 2011. Il servizio prevede l’impiego di tre locomotori di manovra e circa 30 addetti, a supporto di un traffico medio pari a circa 90 coppie di treni al giorno, con potenziale incremento anche in relazione al memorandum siglato tra i Governi di Italia e Svizzera per il rafforzamento dei collegamenti ferroviari transalpini.
Nell’ottobre 2024, CargoBeamer ha annunciato un piano di investimento da 60 milioni di euro destinato all’ampliamento e alla modernizzazione del terminal DOMO 2, con l’obiettivo di trasformarlo in uno hub logistico di riferimento sul corridoio Genova–Rotterdam. Nello stesso periodo, l’Assessore regionale alle Infrastrutture e Logistica, Enrico Bussalino, ha effettuato un sopralluogo ufficiale allo scalo, sottolineandone la rilevanza strategica per il sistema logistico piemontese e per l’intera rete infrastrutturale del Nord Italia. Sempre nell’ottobre 2024 è stata inoltre avanzata la proposta di inserire nella pianificazione tecnica e nel quadro finanziario la realizzazione di una nuova linea ferroviaria tra Iselle e Domodossola, finalizzata al potenziamento della capacità di valico del Sempione.
Nel 2025 la progettazione del nuovo terminal CargoBeamer di Domodossola risulta consolidata a livello definitivo ed esecutivo, in continuità con gli sviluppi del 2024. Il progetto prevede la realizzazione di un moderno impianto intermodale dotato di:
Il nuovo terminal si inserisce su un’infrastruttura già parzialmente in esercizio: l’attività avviata tra 2022 e 2023 rappresenta la fase transitoria, mentre il biennio 2025–2026 segna il passaggio alla “configurazione definitiva” dell’impianto, con infrastrutture dedicate, capacità sensibilmente ampliata e piena integrazione negli standard europei TEN-T e nelle politiche di trasferimento modale dalla gomma alla ferrovia.
La scheda nazionale indicava per l’intervento “Interporto DOMO 2 – potenziamento terminal CargoBeamer” un costo complessivo di circa 50 milioni di euro. Le notizie di settore aggiornate al 2024–2025 precisano che:
– l’investimento specifico sul nuovo terminal di Domodossola è stimato in circa 40 milioni di euro, destinati a infrastrutture ferroviarie, moduli di carico orizzontale e impianti di terminalistica avanzata;
– la cifra rientra in un più ampio pacchetto di 140 milioni di euro destinato ai terminal di Kaldenkirchen e Domodossola, ai quali si aggiungono i fino a 65 milioni di euro di investimento da parte di Orion Infrastructure Capital, con un totale di 205 milioni di euro di capitali per la crescita di CargoBeamer. Il valore di 50 milioni di euro riportato nelle schede italiane può essere letto come ordine di grandezza complessivo dell’intervento DOMO2 (comprensivo di opere di adattamento, digitalizzazione, aree di stoccaggio e servizi accessori), mentre i 40 milioni di euro evidenziati dalle fonti internazionali rappresentano il cuore infrastrutturale del nuovo terminal.
Il mix di finanziamenti per il potenziamento del terminal CargoBeamer di Domodossola è composto da:
• Rischi di mercato legati ai flussi sul Sempione: nel settembre 2025 DB Cargo Italia ha annunciato la chiusura delle proprie attività sul terminal merci Domo 2 (fatta eccezione per alcuni uffici), citando come cause principali il calo di competitività dell’asse del Sempione rispetto al Gottardo e le interruzioni infrastrutturali estive sulla linea Stresa–Arona, che hanno reso più costoso il transito via Domodossola nonostante circa 80 milioni di euro di lavori sulla linea. Ciò evidenzia una criticità strutturale legata alla volatilità dei traffici transalpini e alla concorrenza di corridoi alternativi, che rappresenta un fattore di rischio anche per il pieno sfruttamento del futuro terminal CargoBeamer.
• Impatto sulla viabilità locale: le amministrazioni comunali di Villadossola e Beura-Cardezza hanno espresso, nel novembre 2025, una forte preoccupazione per il possibile aumento del traffico di mezzi pesanti sulle strade circostanti il terminal e lungo la superstrada del Sempione, chiedendo interventi strutturali di messa in sicurezza e adeguamento della viabilità. Pur riconoscendo la positività degli investimenti logistici, i sindaci hanno segnalato la necessità di coordinare gli sviluppi di DOMO2 con un adeguato piano infrastrutturale stradale.
• Tempistiche realizzative e coordinamento internazionale: il cronoprogramma 2025–2026 per la costruzione del nuovo terminal richiede un forte coordinamento tra CargoBeamer, RFI, Svizzera e Germania, nonché l’assenza di interruzioni prolungate sulle principali linee di accesso. Eventuali ritardi nelle opere di linea o nel rilascio di autorizzazioni potrebbero posticipare l’entrata a regime del nuovo hub, con impatti sulla redditività degli investimenti.