L'autostrada A5 Torino-Aosta è un'importante arteria di collegamento tra Torino e il Traforo del Monte Bianco, attraversando Ivrea e la Valle d'Aosta. La tratta, lunga 143,4 km, è gestita da diversi operatori: ATIVA per il tratto Torino-Ivrea-Quincinetto, SAV (Società Autostrade Valdostane) per la tratta Quincinetto-Aosta Est, e RAV per il raccordo verso il Monte Bianco.
Il progetto di messa in sicurezza riguarda un'area a monte della frazione Chiappetti, nel comune di Quincinetto (TO), interessata da fenomeni franosi che, dal 2012, hanno provocato chiusure frequenti del tratto autostradale con conseguenti disagi. L'intervento principale consiste nella costruzione di un vallo contenitivo paramassi di 8,5 metri di altezza e 350 metri di lunghezza per proteggere l'asse autostradale. Inoltre, il progetto integra opere di sistemazione idraulica per un ramo della Dora Baltea e prevede l'installazione di sistemi di monitoraggio avanzati.
Obiettivo prioritario è garantire la sicurezza del traffico autostradale e ferroviario, riducendo i rischi derivanti dai movimenti franosi e migliorando l'efficienza della viabilità locale e internazionale.
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ministero dell’Ambiente, Regione Piemonte, Regione Autonoma Valle d’Aosta, SAV (Società Autostrade Valdostane S.p.A), Centro di Competenza Protezione Civile Università di Firenze, Comune di Quincinetto.
Disponibili 13 Milioni di €
Non ancora disponibili 0 Milioni di €Lavori in corso
Nel dicembre 2014 il Comune di Quincinetto ha redatto un progetto preliminare del valore complessivo di 9,7 milioni di euro, di cui circa 4 milioni destinati agli interventi diretti sul versante instabile. Tali opere sono state successivamente inserite nel Terzo Atto Integrativo dell’Accordo di Programma 2010, sottoscritto il 9 gennaio 2018 tra la Regione Piemonte e il Ministero dell’Ambiente e finanziato attraverso il Programma Operativo del Ministero (ex Delibera CIPE n. 55/2016).
Parallelamente, SAV S.p.A. ha sviluppato un proprio progetto specifico di competenza, finalizzato alla realizzazione di un vallo paramassi in rilevato posto a protezione dell’asse autostradale A5. L’opera è concepita come una barriera in terra di circa 8–8,5 metri di altezza e 350 metri di lunghezza, integrata con la sistemazione idraulica di un ramo della Dora Baltea. L’importo stimato per questo intervento è pari a circa 9 milioni di euro.
Nel corso del 2018 sono state potenziate le attività di monitoraggio del movimento franoso: nell’ottobre 2018 il Comune di Quincinetto ha installato due stazioni termopluviometriche e una stazione totale motorizzata per la verifica dei movimenti di capisaldi sul fronte di frana; successivamente, nel novembre 2018, SAV S.p.A. e l’Università di Firenze – Centro di Competenza di Protezione Civile hanno posizionato un radar interferometrico terrestre in grado di monitorare un’ampia porzione del versante.
Il 4 luglio 2019 è stato sottoscritto il Protocollo d’Intesa quinquennale tra Regione Piemonte, Regione Autonoma Valle d’Aosta, SAV S.p.A., Università di Firenze – Centro di Competenza Protezione Civile e Comune di Quincinetto, con l’obiettivo di coordinare tutte le attività connesse alla mitigazione del rischio franoso. Gli obiettivi principali del Protocollo sono stati individuati in:
L’11 luglio 2019 le Regioni Piemonte e Valle d’Aosta hanno richiesto al Governo la dichiarazione dello Stato di Emergenza per consentire procedure accelerate di intervento e, contestualmente, l’inserimento tra le opere strategiche prioritarie del potenziamento della SS26, quale itinerario alternativo in caso di chiusure dell’autostrada A5.
Nel marzo 2021, sulla base dei report di ARPA e dell’Università di Firenze, è stato attestato il progressivo avanzamento del movimento franoso, con evidenziazione dell’urgenza di interventi di messa in sicurezza sia dell’autostrada sia della linea ferroviaria. Nel mese successivo ha avuto avvio la Conferenza dei Servizi per la realizzazione del vallo paramassi in terra alto circa 8,5 metri, finanziato da SAV S.p.A. con 4 milioni di euro, al quale dovrebbero seguire interventi di rimozione delle masse rocciose instabili. La Giunta regionale ha contestualmente comunicato che il progetto esecutivo sarebbe stato trasmesso al Ministero delle Infrastrutture entro maggio 2023, con possibilità di avvio cantieri nella seconda parte dello stesso anno.
Nell’ottobre 2023 la Giunta piemontese ha autorizzato l’avvio della procedura per la nomina della commissione giudicatrice finalizzata all’aggiudicazione dell’appalto, prevedendo l’avvio dei lavori entro il primo trimestre 2024, per un importo complessivo di circa 13 milioni di euro.
Nel gennaio 2024 è stata completata la verifica del progetto esecutivo da parte della Regione Piemonte; nel marzo 2024 è stata programmata l’aggiudicazione dell’appalto e l’avvio dei lavori. Nello stesso periodo, il monitoraggio radar dell’Università di Firenze ha evidenziato una riduzione della velocità del movimento franoso, consentendo condizioni di maggiore sicurezza per l’apertura del cantiere. Nel 2025 la fase di progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva del vallo paramassi e delle opere correlate risulta completamente conclusa e consolidata; l’attività è concentrata sulla gestione del cantiere e sulla pianificazione della seconda fase di interventi sul versante. Nel maggio 2025, la Regione Piemonte ha annunciato la riattivazione di un tavolo tecnico con la Regione Valle d’Aosta per programmare gli interventi successivi all’ultimazione del vallo e valutare possibili soluzioni strutturali integrative finalizzate alla stabilizzazione definitiva della frana di Chiappetti.
La spesa complessiva di 13 milioni di euro, ripartita in 9 milioni di euro a carico di SAV S.p.A. per la costruzione del vallo e la sistemazione idraulica, e 4 milioni di euro trasferiti dal Ministero dell’Ambiente alla Regione Piemonte per gli interventi sul versante. Nell’ambito di questa quota, il Comune di Quincinetto segnala l’utilizzo di circa 1,6 milioni di euro di fondi ministeriali per la frantumazione e ridistribuzione dei macigni storicamente caduti, creando un “materasso” di protezione alla base del versante, complementare al vallo stesso.
I finanziamenti disponibili provengono da:
Rischio residuo e dinamica della frana: nel mese di aprile 2025, in occasione di un evento di maltempo, la frana di Chiappetti ha raggiunto una velocità di spostamento di quasi 3 cm/giorno, valore mai misurato prima nei sei anni di monitoraggio e superiore alla soglia di chiusura dell’autostrada (1,5 cm/giorno). Ciò ha comportato la chiusura temporanea del tratto A5 Quincinetto–Pont-Saint-Martin e lunghe code sulla rete autostradale e ordinaria, confermando che, pur con il vallo in fase di ultimazione, il versante resta un punto di vulnerabilità strutturale per la mobilità nord-occidentale.
Interruzioni e disagi alla circolazione: le chiusure temporanee dell’A5 nel 2025, in particolare nel periodo pasquale, hanno evidenziato forti criticità logistiche (code, rallentamenti, deviazioni sulla SS26 e sulla viabilità locale), con forte impatto su pendolari, traffico turistico e trasporto merci.
Esigenza di pianificazione strutturale di lungo periodo: la riapertura del tavolo tecnico interregionale e la proposta di istituire un comitato scientifico permanente per la gestione della frana mostrano che l’intervento con il vallo è considerato necessario ma non sufficiente: restano da definire soluzioni strutturali sul versante e, se necessario, assetti infrastrutturali alternativi per garantire la continuità dei collegamenti anche in caso di nuovi episodi di instabilità.
Lavori accessori e interferenze locali: nel 2025 SAV segnala ulteriori cantieri di adeguamento delle barriere di sicurezza e antirumore nell’area di Quincinetto (chiusura temporanea dello svincolo in direzione sud a fine estate), con conseguenti disagi locali e necessità di una gestione accurata della viabilità in uscita/ingresso all’autostrada.
Il quadro finanziario dell’intervento rimane confermato: la spesa complessiva di 13 milioni di euro risulta interamente coperta, senza nuove richieste di fondi per la realizzazione del vallo paramassi e delle opere idrauliche connesse. Non emergono, nelle fonti pubbliche, variazioni degli importi o integrazioni di finanziamento rispetto alla ripartizione già definita tra SAV S.p.A. (9 mln €) e Ministero dell’Ambiente / Regione Piemonte (4 mln €).