La proposta di realizzare un nuovo casello autostradale tra i Comuni di Villafranca d’Asti e Baldichieri nasce dall’esigenza di migliorare l’accessibilità al capoluogo e all’Ospedale di Asti, oltre che di alleggerire il traffico lungo la SP10, oggi interessata dal transito di mezzi pesanti provenienti da numerosi centri della Valtriversa e delle Colline Alfieri, tra cui Ferrere, Cantarana, Montafia e Castelnuovo Don Bosco. L’attuale configurazione della A21 prevede infatti un lungo tratto privo di svincoli tra Asti Ovest e Villanova d’Asti, condizione che limita la piena fruibilità dell’infrastruttura per gli utenti del quadrante nord-occidentale della provincia. Un nuovo casello, dunque, non solo favorirebbe la mobilità locale e l’efficacia degli interventi di emergenza sanitaria, ma rappresenterebbe anche un volano per lo sviluppo economico di quest’area e, dal punto di vista turistico, faciliterebbe l’accesso al Colle Don Bosco, meta di milioni di pellegrini ogni anno.
Il tema è tornato con forza al centro del dibattito nel novembre 2023, quando i sindaci dei 27 Comuni della Valtriversa e delle Colline Alfieri hanno lanciato un appello congiunto per chiedere la realizzazione del nuovo casello. Nei giorni successivi, tutti i Consigli comunali coinvolti hanno approvato delibere che ribadiscono la richiesta al Ministero dei Trasporti, al nuovo concessionario della A21 – il Consorzio stabile SIS del Gruppo Fininc – alla Regione Piemonte e alla Provincia di Asti.
All’inizio del 2024 sono arrivati ulteriori segnali di attenzione: il 25 gennaio Luca Quaglia, membro del Consiglio d’Amministrazione della Fondazione SLALA, ha dichiarato la disponibilità della Fondazione a contribuire alla progettazione del nuovo svincolo. Negli stessi mesi esponenti della Lega e rappresentanti regionali hanno sollecitato il coinvolgimento diretto del Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, sottolineando l’importanza dell’opera per oltre 30.000 residenti e per il tessuto produttivo locale. La Fondazione SLALA, oltre a offrire supporto tecnico, si è resa disponibile a facilitare il dialogo con il nuovo concessionario autostradale.
Nel corso del 2024 il progetto ha continuato a essere indicato come un intervento strategico per lo sviluppo infrastrutturale dell’area astigiana. Il vicepresidente della Regione Piemonte, Fabio Carosso, e il deputato Andrea Giaccone hanno ribadito pubblicamente la necessità di accelerarne l’iter, annunciando l’intenzione di sottoporre il dossier al Ministro Salvini per ottenere un’accelerazione sia nell’approvazione formale sia nell’individuazione delle risorse finanziarie necessarie.
Nonostante il forte sostegno politico e istituzionale, e l’ampio consenso espresso dal territorio, il progetto risulta tuttora in una fase preliminare: restano infatti da definire il piano finanziario, il modello di copertura dei costi e il livello di dettaglio progettuale. Di conseguenza, permangono ritardi significativi nell’avvio delle fasi successive dell’opera.
Provincia di Asti, Regione Piemonte, ITTP SPA.
Disponibili 0 Milioni di €
Non ancora disponibili 0 Milioni di €Studio di fattibilità
Asti e Villanova d’Asti sono compresi tra i 12 siti piemontesi candidati dalla Regione Piemonte per l’inserimento nelle perimetrazioni retroportuali di Genova - Progetto ZLS «Porto e retroporto di Genova» - insieme ai 6 siti già esistenti nell’Alessandrino (Alessandria, Arquata Scrivia, Castellazzo Bormida, Novi San Bovo, Ovada Belforte e Rivalta Scrivia), inseriti nel Decreto Genova del 2018, e agli interporti di Novara (CIM) e Torino (SITO), di rilevanza nazionale.
La progettazione del nuovo casello è concentrata sulla redazione dello studio di fattibilità tecnico-economica: ITP S.p.A. conferma più volte che i propri tecnici stanno elaborando le soluzioni progettuali e che il documento sarà completato entro la fine del 2025.
Il Comune di Villafranca d’Asti ha predisposto un proprio studio di fattibilità preliminare, consegnato al concessionario nel corso del vertice del 14 marzo 2025, come base di riferimento territoriale e funzionale per l’elaborazione del progetto mentre la Regione Piemonte ha istituito un tavolo tecnico con un referente per ogni ente coinvolto (Regione, Provincia, Comuni, concessionario) per seguire la progettazione, valutare gli scenari di tracciato e di inserimento territoriale e garantire il coinvolgimento delle comunità interessate.
Nel 2025 non viene ancora resa pubblica una stima ufficiale e univoca del costo del nuovo casello di Villafranca d’Asti. Eventuali cifre circolate in passato riguardano per lo più opere complementari (come collegamenti tangenziali e varianti su altre strade) e non possono essere assunte come riferimento per il solo casello.
Il progetto del casello di Villafranca d’Asti è ancora in una fase di studio e concertazione: non risultano ancora stanziamenti specifici né nel bilancio statale né nel piano investimenti del concessionario, in attesa degli esiti dello studio di fattibilità tecnico-economica.
In Commissione Trasporti del Consiglio regionale è stato precisato che lo studio di fattibilità del casello è inserito nel contratto di servizio tra Ministero e gestore ITP S.p.A., ma che la copertura finanziaria per la realizzazione dell’opera verrà definita solo a valle del progetto e di una valutazione complessiva del piano economico-finanziario della concessione.
Regione e Provincia continuano a richiamare la possibile sinergia con la Zona Logistica Semplificata (ZLS) retroportuale di Genova e con le strategie logistiche del nord-ovest, ma nel 2025 non viene ancora formalizzato alcun canale di finanziamento dedicato al casello.
Attualmente non sono stati stanziati fondi per l'opera, ma sono in corso valutazioni sul potenziale inserimento del casello nel contesto della Zona Logistica Semplificata (ZLS) retroportuale di Genova, che potrebbe agevolare l'accesso a finanziamenti pubblici e privati.
Nel 2025, pur registrandosi un chiaro avanzamento sul piano politico e procedurale (semaforo verde, inserimento dello studio nel contratto di servizio, tavolo tecnico attivo), il progetto rimane privo di copertura finanziaria definita e di tempi certi per l’avvio dei lavori: la principale criticità è quindi il rischio che il casello rimanga a lungo solo sulla carta. Emergono posizioni critiche, vengono richieste garanzie sulla reale realizzabilità dell’opera e mettono in guardia dal creare aspettative eccessive in un territorio che attende da anni un miglioramento strutturale dei collegamenti.
Nonostante ciò, la pressione del territorio resta molto forte: Province, Comuni e mondo produttivo considerano il casello un’infrastruttura strategica per decongestionare la SP10, migliorare l’accessibilità ad Asti e all’ospedale e sostenere lo sviluppo turistico (Colle Don Bosco e aree collinari). Proprio questa forte domanda locale rende ancora più evidente la distanza, nel 2025, tra le aspettative del territorio e lo stato reale di avanzamento (ancora fermo alla fase di studio).
Per il nuovo casello di Villafranca d’Asti, non esiste ancora un quadro di finanziamento definito: lo studio di fattibilità tecnico-economica è inserito nel contratto di servizio tra Ministero e gestore ITP, ma l’eventuale quota di investimento pubblico e la parte a carico del concessionario saranno determinate solo dopo la chiusura dello studio.
La discussione politica e tecnica ruota intorno alla possibilità di inserire l’opera nel più ampio pacchetto di interventi logistici del nord-ovest (Asti-Cuneo, tangenziale Sud-Ovest di Asti, ZLS retroportuale di Genova), ma al 2025 non sono ancora individuati capitoli di bilancio o strumenti finanziari specificamente dedicati alla costruzione del casello. Vengono richieste maggiori garanzie sulla sostenibilità del progetto, sottolineando che senza un piano finanziario chiaro il rischio è che il casello resti per lungo tempo solo a livello di proposta.