ULTIME NOTIZIE:
Sul lotto 2.6A il cantiere è attivo e coinvolge circa 400 lavoratori. È previsto che i lavori si concludano entro la fine del 2025. Questo tratto, lungo 5 km, è cruciale per il collegamento continuo tra Verduno e Cherasco, completando l'autostrada.
Oltre alla realizzazione dell'autostrada, sono previsti investimenti superiori ai 40 milioni di euro per interventi accessori, tra cui il miglioramento della tangenziale di Alba, che sarà gratuita per tutti.
La carenza di materie prime, unitamente alla complessità delle procedure autorizzative hanno comportato il posticipo del termine lavori di un anno.Il costo complessivo della tratta mancante Cherasco- Alba è di 348 milioni di euro, mentre il costo totale dell'intera infrastruttura (90km) ammonta a 1,457 miliardi di euro.
La realizzazione dell’autostrada A33 Asti–Cuneo affonda le proprie origini nella Delibera CIPE n. 121 del 21 dicembre 2001, che la inserisce tra le infrastrutture strategiche della Legge Obiettivo, riconoscendole un ruolo fondamentale nel sistema del Corridoio Plurimodale Padano e nella connessione tra Pianura Padana, Europa e Mediterraneo. L’opera è stata successivamente confermata, nell’Allegato al DEF 2021, tra gli interventi stradali e autostradali prioritari a livello nazionale.
L’autostrada ha uno sviluppo complessivo di circa 90 km, divisi in due tronchi e collegati tra loro tramite una breve porzione dell’autostrada A6Torino–Savona.
Il primo tronco, lungo 32 km, collega Massimini (A6) a Cuneo e si articola in cinque lotti; il secondo tronco, lungo 58 km e composto da dieci lotti, si estende invece da Marene (A6) fino allo svincolo di Asti Est sull’A21.
La progressiva apertura dei tratti (1998–2012)
I lavori hanno preso ufficialmente avvio nel 1998 (legge n.125), portando all’apertura graduale delle diverse tratte.
Per il primo tronco, nel luglio 2005 è stato aperto al traffico il tratto Carrù–Sant’Albano Stura, mentre nel febbraio 2012 sono entrate in esercizio la tratta Sant’Albano Stura–Castelletto Stura e la nuova tangenziale di Cuneo.
Parallelamente, anche il secondo tronco ha visto un avanzamento costante: nell’aprile 2007 sono state aperte le tratte tra Isola d’Asti, Motta di Costigliole, Govone, Neive e Guarene; nel giugno 2007 è divenuto operativo il tratto tra Bra-Marene e Cherasco; infine, nel luglio 2012 è stata inaugurata la tratta Isola d’Asti–Rocca Schiavino.
A ottobre 2021 risultavano così realizzati 79 km sui 90 previsti, con il solo tratto Cherasco–Alba (lotto 2.6) ancora da completare.
La svolta per il tratto Cherasco–Alba (2021)
Il nodo rimasto irrisolto per anni, ovvero la tratta Cherasco–Alba, viene finalmente sbloccato con la revisione del contratto di concessione tra MIT e Asti-Cuneo S.p.A. Nel gennaio 2021 la firma degli atti aggiuntivi consente infatti la ripartenza del lotto 2.6, suddiviso in:
Proprio nel corso del 2021 viene definitivamente accantonata l’ipotesi della galleria di Verduno, ritenuta insostenibile, sostituendola con un maxiviadotto. Nel settembre 2021 viene avviato il nuovo iter autorizzativo per VIA e VAS.
Nello stesso periodo, la Regione Piemonte istituisce un Comitato di Supporto ai Lavori (maggio 2021) per seguire gli aspetti tecnici, ambientali e comunicativi dell’opera.
A novembre 2021 la concessionaria presenta pubblicamente il nuovo progetto del viadotto, mentre a dicembre 2021 la Regione esprime parere positivo sulla VIA, con 31 prescrizioni ambientali da recepire nel progetto esecutivo.
L’avanzamento verso l’autorizzazione finale (2022)
Nel novembre 2022, dopo l’insediamento del nuovo Governo, la Regione Piemonte convoca nuovamente il Comitato di Supporto per aggiornare il MIT sul lotto 2.6A.
Restano ancora da completare alcune procedure, tra cui le autorizzazioni ambientali definitive e la localizzazione dell’opera, oltre alla valutazione comparativa tra tunnel e viadotto richiesta dalle associazioni ambientaliste e affidata a un ente indipendente.
Nel frattempo, il lotto 2.6B procede senza rallentamenti.
Le tappe decisive del 2023: apertura del lotto 2.6B e VIA conclusa
Il 3 aprile 2023 viene aperto al traffico il lotto 2.6B, collegando in modo diretto la tangenziale di Alba all’ospedale di Verduno.
Il Ministro della Cultura conferma in questa occasione il parere favorevole, con 31 prescrizioni, al completamento del lotto 2.6A.
Il 20 aprile 2023 arriva la firma dei Ministeri dell’Ambiente e della Cultura: si conclude così l’iter di VIA per il lotto 2.6A, consentendo il passaggio al progetto esecutivo.
Dal 1° giugno 2023 è aperta anche la seconda carreggiata Roddi–Verduno.
A ottobre 2023, il Ministero della Cultura certifica la completa ottemperanza delle prescrizioni, rendendo possibile l’avvio del cantiere del lotto 2.6A.
Il 24 novembre 2023, con Decreto Direttoriale MIT 16678, si chiude la Conferenza dei Servizi e viene perfezionata l’intesa Stato–Regione Piemonte.
Parallelamente, viene approvato un primo pacchetto di opere complementari del valore di oltre 40 milioni di euro.
Il cantiere finale e il calendario aggiornato (2024–2025)
Il lotto 2.6A, che completerà gli ultimi 5 km dell’A33 tra Verduno e Cherasco, viene progettato in continuità con il 2.6B. La tangenziale di Alba resta gratuita, così come l’accesso all’ospedale di Verduno tramite il sistema di riconoscimento intelligente.
Gli sviluppi del 2025
Durante il 2025 vengono confermati anche i dettagli progettuali: il maxiviadotto da 400 metri, le opere di mitigazione ambientale (ecodotto e “bat bridge”), e gli approfonditi monitoraggi archeologici che portano al ritrovamento di necropoli e insediamenti antichi.
Infine, nel corso dell’anno si procede al coordinamento tra l’avvio del sistema Free Flow, il completamento del lotto 2.6A e l’adeguamento della tangenziale di Alba, per la quale restano da definire gli ultimi adempimenti autorizzativi e il pacchetto di opere complementari.
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Regione Piemonte, ANAS S.p.A, Autostrada Asti Cuneo S.p.A, ASTM S.p.A., Provincia di Asti, Provincia di Cuneo, enti locali.
Disponibili 348 Milioni di €
Non ancora disponibili 0 Milioni di €La sezione autostradale dell’A33 è progettata con due corsie di marcia per senso di marcia, affiancate da una terza corsia di emergenza. Il primo tronco dell’autostrada risulta completato e pienamente operativo, ad eccezione del lotto 1.6, relativo alla tangenziale di Cuneo, che ha un’estensione di circa 3,8 km e necessita ancora di adeguamenti.
Con la nota del 7 novembre 2023, il Ministero delle Infrastrutture ha definito il quadro delle principali opere complementari a supporto del completamento dell’A33, comprendenti:
Nel 2025 viene confermato l’impianto progettuale del lotto 2.6A.
Il tratto Verduno–Cherasco, lungo circa 5 km, prevede:
Nel 2025 il progetto esecutivo conferma inoltre la presenza di importanti opere ambientali:
Sempre nel 2025, il completamento del lotto 2.6A viene coordinato con l’attivazione del nuovo sistema di esazione Free Flow, previsto su tutta la tratta.
L'opera è stata inaugurata il 29 dicembre 2025 ed è completamente aperta al traffico dal 30 dicembre 2025
A livello autorizzativo e programmatorio:
Il costo complessivo della tratta mancante Cherasco- Alba è di 348 milioni di euro, mentre il costo totale dell'intera infrastruttura (90km) ammonta a 1,457 miliardi di euro.
Con riferimento al costo complessivo, 782 milioni di euro sono stati finanziati con contributo pubblico, mentre la rimanente quota è a carico della Società concessionaria Asti-Cuneo S.p.A.
Il solo lotto 2.6A Verduno–Cherasco ha un costo di circa 155 milioni di euro, mentre l’investimento complessivo per i lotti 2.6A e 2.6B raggiunge circa 370 milioni di euro.
In sede politica viene inoltre richiamato un pacchetto di opere complementari a favore del territorio del valore complessivo stimato in 32–43 milioni di euro, legato al completamento dell’A33 e finanziato dalla società concessionaria, in continuità con quanto già previsto nel quadro economico approvato da CIPE/CIPESS e negli Atti Aggiuntivi di concessione.
Il completamento dell’autostrada A33 Asti–Cuneo è sostenuto tramite il meccanismo del cross-financing, uno strumento che consente di finanziare un’infrastruttura attraverso i ricavi e la solidità economica di un’altra concessione autostradale. Nel caso dell’A33, la soluzione inizialmente ipotizzata dal Governo prevedeva di utilizzare le risorse della concessione A4 Torino–Milano, gestita da SATAP S.p.A..
La prima ipotesi di finanziamento (2018)
L’ex Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio aveva proposto un modello basato su:
Questa proposta otteneva l’approvazione della Commissione europea con la decisione C(2018)2435 del 27 aprile 2018, ma non venne recepita dal Governo successivamente entrato in carica.
La rimodulazione del PEF (2019–2020)
Il nuovo Ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, riformulò completamente il Piano Economico Finanziario (PEF):
La soluzione alternativa individua come fonte di finanziamento un aumento del valore di subentro: il futuro concessionario dell’A4, dopo la gara prevista nel 2026, dovrà corrispondere al Gruppo Gavio una cifra più elevata, destinata a riequilibrare gli investimenti effettuati per l’A33.
Il via libera formale del CIPE (2020)
Con le deliberazioni CIPE n. 13 e n. 14 del 14 maggio 2020, viene approvata la nuova struttura di finanziamento. Le decisioni diventano pienamente efficaci con:
Gli Atti Aggiuntivi MIT–SATAP–Asti-Cuneo (gennaio 2021)
Nel gennaio 2021, SATAP S.p.A. e Asti-Cuneo S.p.A. firmano due Atti Aggiuntivi con il MIT che regolano l’operazione di cross-financing.
Gli impegni economici prevedono:
La firma di questi atti ha reso possibile l’avvio operativo dei lavori sui lotti 2.6A e 2.6B, considerati strategici per il completamento dell’infrastruttura. Gli effetti attesi includono benefici economici per il territorio, miglior accessibilità al nuovo Ospedale di Verduno, incremento della competitività delle imprese cuneesi e un generale ammodernamento della rete di collegamenti del Nord-Ovest.
Conferme sulla copertura finanziaria (2025)
Nel 2025 viene confermato che il completamento dell’A33 — inclusi i lotti 2.6A e 2.6B — continua ad essere garantito dal meccanismo di cross-financing legato alla concessione A4Torino–Milano.
I costi dei lotti finali, pari a circa 370 milioni di euro, risultano quindi coperti nei termini approvati dalla Commissione europea.
Opere compensative e complementari
Secondo le comunicazioni istituzionali e il Rapporto OTI/Unioncamere di marzo 2025:
A queste risorse si aggiungono ulteriori 32 milioni di euro destinati alle opere complementari, tra cui:
Questi interventi rafforzano il quadro economico complessivo e confermano la piena copertura finanziaria necessaria al completamento dell’infrastruttura e degli interventi accessori richiesti dal territorio.
Visioni discordanti tra gli ex Ministri delle Infrastruture Graziano Delrio e Dario Toninelli, hanno protratto i tempi in quanto è stato ri-negoziato con la Società concessionaria il PEF, approvato in via definitiva dal CIPE nel maggio 2020 con il meccanismo del Cross-financing.
Nel mese di agosto 2019 il CIPE ha esaminato ed approvato il nuovo modello basato sull’aumento del prezzo di subentro a 880 milioni per l’affidamento della gestione della Torino Milano (A4), già gestita dal Gruppo Gavio, e sull’anticipazione della scadenza della concessione al 2026. Il nuovo piano sostituisce quello precedente dell’ex Ministro Delrio che, facendo leva sul decreto “Sblocca Italia”, prevedeva la proroga della concessione della A4 e il finanziamento dell’opera tramite il rincaro dei pedaggi sulla stessa A4.
A fine ottobre l’Europa era ancora in attesa di una risposta dall’Italia; sul tavolo della Commissione Europea c’erano, infatti, due dossier: quello Delrio su cui era già stato espresso un parere positivo da parte dell’UE nell’aprile 2018, e il dossier Toninelli, inviato dall’ex Ministro nel periodo di passaggio tra il vecchio e il nuovo governo ed eventualmente da integrare se richiesto dall’UE.
A dicembre, il nuovo Ministro delle Infrastrutture, Paola De Micheli, con un’informativa portata all’attenzione del “pre CIPE” ha dichiarato che si procederà con il piano Toninelli, ma con un valore di subentro rivisto in deciso ribasso. Nel 2026 sarà bandita una gara per l’affidamento della gestione sia della A4, a decorrere dal 2026, sia della A33, a partire dal 2031.
Le cronache del 2025 sottolineano come, nonostante il forte avanzamento dei lavori e le conferme ufficiali sull’apertura entro dicembre, permanga una certa diffidenza da parte di cittadini e amministratori locali, legata ai numerosi rinvii che hanno segnato la storia dell’opera: l’A33 continua ad essere definita “eterna incompiuta” e molti osservatori mantengono un atteggiamento prudente finché non sarà effettivamente aperta.
Le stesse fonti evidenziano che il cronoprogramma è molto compresso: l’obiettivo di aprire entro il 31 dicembre 2025 richiede di completare in pochi mesi le ultime lavorazioni sul maxiviadotto e sulle opere accessorie, con il rischio che eventuali imprevisti possano ridurre i margini di sicurezza temporale.
Sul fronte gestionale, nel 2025 continuano le discussioni sul sistema di pedaggiamento Free Flow: da un lato si confermano la gratuità della tangenziale di Alba e l’esenzione per chi è diretto all’ospedale di Verduno, dall’altro vengono segnalati problemi di funzionamento dei sistemi di pagamento e timori di disagi per gli utenti meno digitalizzati, che richiedono interventi di semplificazione e maggiore informazione.
Le iniziative politiche e le analisi di categoria ricordano che, pur con il quadro finanziario ormai definito, il completamento dell’A33 dovrà essere accompagnato da un’attenta attuazione delle opere complementari e da una gestione equilibrata dei pedaggi, per evitare che l’opera, una volta aperta, risulti sotto utilizzata o percepita come penalizzante per il tessuto economico locale.
In relazione al completamento dell'opera, alcune associazioni ambientaliste locali hanno sollevato dubbi e perplessità sull'ipotesi di realizzazione del viadotto del lotto 2.6A. Il progetto, presentato pubblicamente dalla Autostrada Asti-Cuneo S.p.A a novembre 2021, non è stato sostenuto dalle associazioni ambientaliste che, invece, vorrebbero tornare al progetto della galleria per ragioni ambientali e paesaggistiche.
Un tema di natura finanziaria riguarda il sistema di riscossione pedaggi: le associazioni ambientaliste locali hanno chiesto la gratuità della tratta autostradale da Castagnito a Cherasco.
La Società concessionaria e il Presidente della Regione, Alberto Cirio, hanno confermato che sarà adottato un sistema di pedaggio flessibile Free flow che consentirà, tramite un sistema di lettura di targa, di poter gestire separatamente classi di veicoli e di esentare dal pagamento del pedaggio chi è diretto all’ospedale di Verduno.