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Banda Ultra Larga: connessione prioritaria alle aree industriali.

ultimo aggiornamento: 19/02/2026
settore: Connessioni immateriali

 

Descrizione Progetto

Il 3 Marzo 2015 il Governo italiano ha approvato la Strategia Italiana per la Banda Ultralarga, che ha l’obiettivo di contribuire a ridurre il gap infrastrutturale e di mercato esistente, attraverso la creazione di condizioni più favorevoli allo sviluppo integrato delle infrastrutture di telecomunicazione fisse e mobili, e rappresenta il quadro nazionale di riferimento per le iniziative pubbliche a sostegno dello sviluppo delle reti a banda ultra larga in Italia, al fine di soddisfare gli obiettivi fissati dall’Agenda Digitale Europea entro il 2020. La prima fase dell’attuazione della Strategia riguarda le aree a fallimento di mercato (aree bianche) presenti sull’intero territorio nazionale (notifica di Aiuto di Stato SA.41647 2016/N) per il Piano Aree Bianche, approvata dalla Commissione Europea con decisione C (2016) 3931 finale del 30 giugno 2016). In particolare, il Governo italiano ha scelto di sostenere, tramite fondi nazionali (FSC) e fondi comunitari (FESR e FEASR, assegnati dalle regioni al Ministero dello Sviluppo Economico in base ad un accordo quadro Stato-Regioni) un modello ad “intervento diretto”, autorizzato dalla Commissione europea ai sensi della disciplina sugli aiuti di Stato.

Il coordinamento tra Ministero dello Sviluppo Economico e amministrazioni locali è assicurato tramite un accordo quadro siglato in data 11 febbraio 2016 tra il Ministero dello Sviluppo Economico, la Presidenza del Consiglio dei Ministri e le Regioni. Il modello di intervento diretto per l’attuazione del Piano di investimenti riguarda le aree a fallimento di mercato (Cluster C e D).

Un importante apporto per l'avanzamento della posa è dato dal PNRR che destina il 27% delle risorse alla transizione digitale, di cui 6,7 miliardi di euro la banda ultralarga; risorse che saranno utilizzate per le aree a fallimento grigie e nere – dove si concentra la maggior parte del tessuto imprenditoriale e industriale italiano – ma anche per il completamento del Piano Bul per le aree bianche a fallimento di mercato, piano ancora in corso d’opera a causa dei ritardi accumulati nel corso degli anni.

Soggetti coinvolti

Comitato per la Diffusione della Banda Ultra Larga (COBUL) - composto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero dello Sviluppo Economico, Infratel Italia S.p.A e AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) -, Regioni, Open Fiber S.p.A

Cronoprogramma

2018
2025
2026
in linea col programma

Dettagli prossima fase

Nel 2025: priorità alla chiusura dei collaudi e all’attivazione del servizio nelle ultime aree bianche, grigie e nelle aree industriali residue, con obiettivo di completamento infrastrutturale entro il 2026 in coerenza con il Piano Bul nazionale e regionale.

Copertura finanziaria

  • Disponibili 422 Milioni di €
  • Non ancora disponibili 0 Milioni di €

Stato di avanzamento del progetto

Stato Progettazione

Lavori in corso

Progettazione

Progettazione e stato di avanzamento del Piano BUL in Piemonte

  • 26 luglio 2017 – Con Delibera del Consiglio di Amministrazione, Infratel Italia S.p.A. (società in-house del Ministero dello Sviluppo Economico) ha approvato la proposta di aggiudicazione relativa al Lotto 1 – Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria, per un investimento complessivo superiore a 187 milioni di euro sulle tre regioni.
    L’operatore economico aggiudicatario è Open Fiber S.p.A. (società costituita da ENEL e Cassa Depositi e Prestiti).
  • 8 novembre 2017 – È stato firmato il contratto di concessione tra Infratel Italia S.p.A. e Open Fiber S.p.A. per la realizzazione della rete pubblica di banda ultra larga nelle aree bianche.

Avanzamento lavori

  • Luglio 2019 – Lo stato di avanzamento dei lavori in Piemonte registra forti differenze territoriali:
    • Vercelli 93%Verbano–Cusio–Ossola 70%;
    • Biella 50%Alessandria 47%;
    • Torino 18%Cuneo 16%Novara 14%Asti 11%.
  • Febbraio 2020 – Viene costituito un team misto Regione Piemonte – Open Fiber per accelerare i lavori di posa della rete BUL e rafforzare il monitoraggio dello stato di avanzamento.
  • Febbraio 2022 – Pubblicazione del report regionale sullo stato dei cantieri:
    • 249 Comuni con lavori completati e collaudo certificato (servizi attivabili);
    • oltre 150 cantieri conclusi ma in attesa di collaudo;
    • 606 Comuni con progetto esecutivo approvato.
  • Anno 2022 – Risulta completata l’infrastrutturazione in circa 1.000 Comuni piemontesi.
  • Dicembre 2023 – I Comuni complessivamente coperti dalla rete BUL salgono a circa 2.300.
  • Dicembre 2024 – Situazione aggiornata:
    • 721 cantieri completati e collaudati, con possibilità di immediata attivazione dei servizi;
    • circa 200 ulteriori cantieri completati, in fase di verifica per il collaudo;
    • la copertura a 100 Mbps raggiunge circa l’85% della popolazione regionale, mentre il restante territorio beneficia di velocità almeno pari a 30 Mbps, in linea con gli obiettivi regionali e nazionali.

Programmazione 2025–2026

  • I lavori nelle aree bianche e grigie risultano complessivamente in linea con l’obiettivo di completamento entro il 2026.
  • La fase di collaudo su vasta scala, avviata nel 2024, è programmata per concludersi entro la fine del 2025, consentendo la piena operatività della rete in tutti i territori pianificati.
  • Le fasi di progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva del Piano BUL per le aree bianche piemontesi risultano sostanzialmente concluse.
    Nel 2025 l’attività progettuale è concentrata su:
    • adeguamento delle infrastrutture esistenti alle esigenze delle aree industriali;
    • coordinamento con gli interventi del Piano Italia 1 Giga (Lotto 4 – Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta, con investimenti complessivi superiori a 600 milioni di euro);
    • aggiornamento dei piani di copertura in funzione delle richieste dei territori.

La priorità non è più la progettazione di base, bensì l’ottimizzazione delle opere realizzate e il completamento dei collegamenti finali.

Costo dell'Opera

422.300.000

Dettaglio Costi

fondi pubblici destinati al Piemonte ammontano complessivamente a circa 284 milioni di euro, così ripartiti:

  • Fondi nazionali (FSC): circa 194 milioni di euro;
  • Fondi regionali (programmi europei e regionali FESR, FEASR e FSC regionali): circa 89,9 milioni di euro.

A queste risorse pubbliche si affiancano investimenti privati degli operatori TLC stimati in circa 200 milioni di euro, destinati al cablaggio delle aree produttive e industriali, in particolare nell’ambito del Piano Italia 1 Giga (cluster A e B).

Successivamente, grazie al secondo addendum all’Accordo di Programma per le aree bianche, sono stati stanziati ulteriori 138,3 milioni di euro di fondi nazionali e regionali, finalizzati alla copertura di:

  • aggiornamenti progettuali;
  • adeguamenti tecnici;
  • extra-costi emersi durante la fase attuativa degli interventi.

Dettaglio costi – aggiornamento 2025

Nel 2025 la Regione Piemonte ha confermato un costo complessivo dell’intervento pari a circa 422,3 milioni di euro, riferito all’insieme delle opere per la Banda Ultra Larga sul territorio regionale.

La composizione del quadro economico risulta così articolata:

  • Quota pubblica complessiva: circa 284 milioni di euro, provenienti da:
    • Fondo Sviluppo e Coesione (FSC nazionale);
    • Programmi regionali FESR e FEASR;
    • FSC regionale;
    • Integrazione addendum aree bianche (138,3 milioni di euro), destinata a coprire aggiornamenti progettuali e maggiori oneri di realizzazione;
  • Quota privata: circa 200 milioni di euro, investita direttamente dagli operatori di telecomunicazioni per il potenziamento delle infrastrutture nelle aree industriali e produttive, con particolare riferimento agli interventi previsti dal Piano Italia 1 Giga.

Finanziamenti disponibili

422.300.000

Dettaglio Finanziamenti

La provenienza dei fondi risulta la seguente:

            Nel 2025 il quadro complessivo dei finanziamenti per la Banda Ultra Larga in Piemonte risulta confermato e ulteriormente rafforzato, con la seguente articolazione:

Fondi nazionali:

  • Fondo Sviluppo e Coesione (FSC nazionale): circa 193,8 milioni di euro, già assegnati alla Regione Piemonte per gli interventi nelle aree bianche.
  • Secondo addendum all’Accordo di Programma MIMIT – Regione Piemonte138,3 milioni di euro aggiuntivi, destinati al completamento dell’infrastrutturazione nelle zone a fallimento di mercato e alla copertura di aggiornamenti progettuali e maggiori oneri emersi in fase realizzativa.

Fondi regionali ed europei:

  • Agenda Digitale – FESR: circa 17,7 milioni di euro.
  • Piano di Sviluppo Rurale – FEASR: circa 45,6 milioni di euro.
  • Ulteriori risorse FSC regionali: circa 26,5 milioni di euro.

(La somma delle risorse regionali ed europee ammonta complessivamente a circa 89,9 milioni di euro.)

Fondi privati degli operatori TLC:

  • Investimenti diretti stimati in circa 200 milioni di euro per il cablaggio dei cluster A e B e delle aree industriali.
  • A questi si aggiungono gli interventi del Piano Italia 1 Giga, gestiti da FiberCop, relativi al Lotto 4 (Piemonte – Liguria – Valle d’Aosta), con un valore complessivo superiore a 600 milioni di euro, originati da una combinazione di risorse pubbliche e private.

Criticità

Tecniche

Vincoli autorizzativi e tecnici: le relazioni Infratel sullo stato di avanzamento nazionale del Piano BUL evidenziano come i ritardi più significativi siano legati al rilascio delle autorizzazioni locali, ai vincoli paesaggistici e archeologici e a difficoltà tecniche in alcuni tratti (con penali complessive per circa 50 milioni di euro a carico del concessionario), elementi che incidono anche sui tempi di completamento in Piemonte.
Completamento effettivo nei comuni più periferici: nonostante le dichiarazioni regionali che fissano al 2025l’obiettivo di portare la fibra in tutti i comuni, gli stessi comunicati ricordano le difficoltà nel raggiungere le aree più remote e montane, dove la realizzazione delle infrastrutture richiede tempi più lunghi e soluzioni tecniche miste (fibra + FWA).
Gap tra infrastrutturazione e attivazione del servizio: la presenza dell’infrastruttura nelle aree industriali non sempre coincide con l’effettiva attivazione dei servizi ultraveloci da parte degli operatori commerciali, soprattutto dove la domanda è ancora limitata o il ritorno economico incerto. Infratel, nelle relazioni 2024-2025, sottolinea che il completamento finale del Piano dipenderà anche dall’attivazione dei servizi da parte degli operatori TLC e dall’utilizzo della rete da parte delle imprese.